Il Maestro

Gran M° Cheng Man Ch’ing

Tai Chi Chuan

Il Professor Cheng Man Ch’ing viene riconosciuto come uno dei più grandi Maestri di Tai Chi Chuan del ventesimo secolo. Personalità di enorme spessore umano e culturale, Cheng Man Ch’ing è stato capace di raggiungere le più alte vette in cinque discipline differenti: Pittura, Poesia, Medicina Tradizionale, Calligrafia e Tai Chi Chuan. Da qui il nomignolo di “Maestro delle Cinque Eccellenze” che lo accompagnò per tutta la vita.

Il Maestro Cheng Man Ch’ing nacque a Yong Chia, nella Provincia di Zhejiang, in Cina Continentale, il 23 Luglio del 1901. All’età di 9 anni fu colpito in testa da un mattone, caduto da un vecchio muro pericolante, rimanendo in coma per due giorni e due notti. Un Maestro di Arti Marziali di nome Chou Min Ch’i, venne dalle montagne portando con se erbe medicamentose per curare il ragazzo, che lentamente comincio a migliorare. Cheng Man Ch’ing rimase orfano di padre quando aveva appena 10 anni e crebbe solo con la madre che gli insegno a trovare le erbe medicamentali e le basi della Medicina Tradizionale Cinese. Benché il suo fisico era molto debole ed esile, Cheng Man Ch’ing era un ragazzo molto curioso ed intelligente con un innato interesse verso la Cultura Cinese.

Il suo talento per gli Studi Classici era tale che all’età di venti anni aveva già accettato la posizione di professore di letteratura all’Università di Pechino e di Shangai, oltre ad essere il Capo del Dipartimento di Pittura Tradizionale Cinese all’Accademia delle Belle Arti di Shangai. A causa dei suoi pesanti impegni e responsabilità, il Maestro Cheng contrasse una brutta malattia ai polmoni (tubercolosi). La sua condizione peggiorava continuamente ed i medici erano incapaci di aiutarlo. Fortunatamente, a quel tempo i suoi amici lo presentarono al Gran Maestro di Tai Chi Chuan Yang Cheng Fu, caposcuola della Famiglia Yang ed uno dei più importanti esponenti di Tai Chi del Novecento; fu così che il giovane Cheng Man Ch’ing divenne allievo del Gran Maestro Yang Cheng Fu.

Cheng Man Ch’ing studiò con il Maestro Yang sette lunghi anni e con la pratica del Tai Chi Chuan, la sua salute migliorava di giorno in giorno, mentre il suo corpo si faceva sempre più forte e robusto, fino a guarire completamente. Lo stesso Maestro Cheng scrive nella sua autobiografia: “…con mia grande sorpresa, dopo aver praticato Tai Chi Chuan solo per qualche mese, la mia malattia scomparve del tutto. Conclusi perciò che nulla era più efficace per me di quest’arte. Come potevo abbandonarla? La giunsi a considerare persino più importante del cibo e del sonno. Fino a oggi ho praticato il Tai Chi Chuan senza mai venir meno per sette minuti ogni mattina dopo essermi alzato e alla sera prima di coricarmi. Sono pieno di energia e ogni giorno che passa progredisco verso una salute perfetta“. Il Maestro Cheng accettò in seguito numerose sfide senza essere mai sconfitto.

Durante quegli anni, la moglie del Maestro Yang si ammalò gravemente e siccome le sue condizioni di salute continuavano a peggiorare, il Maestro Yang Chen Fu chiese al Professor Cheng, data la sua grande reputazione come Medico, di visitare e curare sua moglie. Il professor Cheng Man Ch’ing fece del suo meglio per aiutare la moglie del suo Maestro e alla fine riuscì nell’intento. Il Maestro Yang fu estremamente riconoscente verso il giovane Cheng Man Ch’ing e la storia vuole che fu la stessa moglie del Maestro ad incitarlo con queste parole: “Adesso che sono guarita, come pensi di ringraziare questo giovane? Dovrai insegnarli tutto quello che conosci senza tenere per te alcun segreto!”. Profondamente grato ed in debito verso il giovane Cheng, spronato dalle parole di sua moglie, il Maestro Yang Chen Fu accetto Cheng Man Ch’ing come suo allievo interno insegnandogli tutte le forme ed i principi del Tai Chi Chuan stile Yang e, cosa assai più importante, gli insegnamenti orali segreti del Tai chi Chuan della Famiglia Yang.

In quel periodo Cheng Man Ch’ing ed il suo Fratello di Pratica Maggiore Ch’en Wei Ming chiesero al Maestro Yang di scrivere alcuni testi per poter trasmettere le profonde conoscenze del Tai Chi Chuan della sua famiglia ai posteri. Nel 1925 Yang Chen Fu dettò al suo allievo Ch’en Wei Ming il libro “L’arte del Tai Chi Chuan“. Nel 1934 fu pubblicato il suo secondo libro: “Essenza e Sostanza del Tai Chi Chuan” (Taijiquan TiYong Quanshu – 1934), considerato oggi un testo fondamentale per lo studio del Tai Chi Chuan stile Yang, per il quale, il Professor Cheng scrisse la prefazione e gli arrangamenti calligrafici. Secondo Yang Zhenji, il figlio del Maestro Yang Chen Fu, fu addirittura lo stesso Cheng Man Ch’ing a scrivere il secondo libro, su richiesta del padre.

Il Professor Cheng Man Ch’ing studiò con il Gran Maestro Yang Chen Fu per sette anni, fino al momento della sua morte. Cheng Man Ch’ing venerava il suo Maestro e spesso parlava di lui, dei suoi insegnamenti e della sua grande abilità nel Tai Chi Chuan. Nonostante Cheng Man Ch’ing divenne egli stesso un Grande Maestro di Tai Chi, egli era solito dire, nella sua tipica umiltà: “Se il Tai Chi fosse il corpo umano, io possederei soltanto il pollice, mentre il mio Maestro il corpo intero!”.

Dal 1937, con la guerra sino-giapponese, Cheng Man Ch’ing fu chiamato a dirigere i corsi presso il Dipartimento di Arti Marziali della provincia di Hunan, dove il Tai Chi Chuan aveva un ruolo importante nella formazione dei soldati del leader nazionalista Chiang Kai Shek. Durante la guerra, il maestro Cheng ebbe un ruolo militare importante e, grazie ai meriti acquisiti sul campo, conseguì la carica di senatore del Governo Nazionale Cinese. Fu in quegli anni che portò a termine il lavoro di semplificazione della Forma Yang tradizionale, riducendola da 108 a 37 posture allo scopo di diffonderla e farla apprendere il più velocemente e facilmente possibile.

Nel 1947, incoraggiato anche dal Maestro Ch’en Wei Ming, suo vecchio compagno di corso ai tempi del Gran Maestro Yang, scrisse il suo primo libro “Cheng Tzu Tai Chi Chuan Shih San P’ien” (I tredici trattati sul Tai Chi Chuan del Maestro Cheng Man Ch’ing), nel quale non solo rivelò i segreti della Trasmissione orale, ma, con i suoi commentari, li rese comprensibili anche agli Occidentali, diventando così un punto di riferimento per tutti i libri scritti successivamente sul Tai Chi Chuan.

Nel 1949, quando i comunisti salirono al potere, Cheng Man Ch’ing si trasferì a Taiwan dove esercitò ed insegnò Pittura, Poesia, Calligrafia, Medicina Tradizionale ed il suo nuovo metodo di Tai Chi Chuan, guadagnandosi così il soprannome di “Maestro delle Cinque Eccellenze”. Nel 1964 si trasferì a New York dove scrisse altri libri ed ebbe un devoto seguito di allievi; il suo contributo per la diffusione del Tai Chi in Occidente è stato fondamentale.

Cheng Man Ch’ing fu uno dei Maestri Tradizionali di Tai Chi Chuan più famosi ed importanti del secolo scorso, benchè il suo sistema è ancora motivo di controversie tra i praticanti di Tai Chi. L’opera di semplificazione della forma Yang 108 non è mai stata ufficialmente riconosciuta dalla Famiglia Yang (probabilmente per l’enorme popolarità del Maestro Cheng Man Ch’ing e del suo sistema; basti pensare che molti hanno già introdotto, tra i cinque stili fondamentali di Tai Chi, il sesto: lo stile “Cheng” di Tai Chi Chuan). Dal punto di vista del Maestro Cheng Man Ch’ing, l’approvazione del suo “Fratello di pratica” più anziano, il Maestro Ch’en Wei Ming (un altro degli altri selezionatissimi allievi interni del Maestro Yang Chen Fu) è il più grande riconoscimento che poteva ottenere, tutti gli altri allievi del Maestro Yang Chen Fu, oggi rinomati Maestri, sono tutti suoi fratelli minori.

Il suo motto più famoso è stato quello di “Investire in Perdita“; egli infatti spesso diceva: “per imparare il Tai Chi Chuan è prima necessario imparare ad investire in perdita. Quando si è imparato ad investire in perdita, solo allora la perdita si polarizzerà nel suo opposto e sarà trasformata nel più grande profitto“.

Nel 1975 si recò a Taiwan, dove faceva spesso ritorno per trovare amici e parenti. Prima di partire diede ai suoi allievi avanzati tutte le disposizioni più importanti per poter portare avanti la Scuola in sua assenza. Pulì il suo ufficio, ordinò la Scuola e prima uscire disse: “se dovessi morire, sono sicuro di non aver lasciato segreti”. Lasciò il corpo fisico a Taiwan, a mezzanotte del 23 Marzo 1975.

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