Approfondimenti

Le 10 Regole d’Oro del Tai Chi

Nel 1934 il Gran Maestro Yang Chen Fu, chiese al Prof. Cheng Man Ch’ing di aiutarlo nella redazione e publicazione del suo libro “Essenza e Sostanza del Tai Chi Chuan”. Nel libro si possono leggere le seguenti regole fondamentali per la pratica del Tai Chi Chuan che rappresentano un caposaldo teorico e pratico per la corretta esecuzione del Tai Chi Chuan in generale e dello Stile Yang in particolare.

Questi Principi non sono “semplici regole” da seguire, bensi dei Tesori da comprendere ed esperire, solo cosi si può sperare di raggiungere un alto Livello nella Pratica del Tai Chi Chuan, che altrimenti rimarebbe vuota e sensa senso. Di seguito i Principi di yang Chen Fu con un piccolo commento, trattati in modo non esaustivo. La trattazione completa verrà fatta durante le Lezioni in base al programma di studio dell’allievo.

 

Allinea la testa portando l’energia alla sommità del capo, mantenendoti vuoto ed attento.
Il primo Principio riguarda la posizione della Testa e l’attitudine della Mente. Mantenere la testa eretta, senza sforzo, eliminando tensioni e rigidità. L’allineamento della testa permette al sangue ed al Qi (Energia Vitale Interna) di fluire fino alla sommità della testa (partendo dal Qi Hai e percorrendo il Canale Governatore). L’attitudine mentale dovrebbe essere quella del vuoto, della sospensione verso l’alto, in una sorta di comunicazione con il “Divino”, comunque esso venga concepito. Solo cosi l’Energia circola liberamente e lo spirito di eleva.

 

Tieni il petto leggermente incavato; rilassati facendo rientrare il petto e stirando la schiena.
Questo secondo Principio riguarda il rilassamento del torace e del petto. Se il petto è gonfio ed il torace rigido, il Qi (Energia Vitale Interna) si blocca a quell’altezza e non riesce a raggiungere il Tan Tian (Campo di Cinabro – all’altezza dell’ombelico). La parte superiore del busto diventa cosi tesa e pesante, mentre la parte sottostante del bacino ed addome diventa vuota e leggera, trasmettendo cosi una sensazione di galleggiamento e favorendo la perdità di aderenza dei piedi al terreno. Viceversa incassando il torace e stirando la schiena, il Qi raggiunge il Tan Tian ed aderisce alla colonna vertebrale grazie al suo stiramento; cosi facendo il torace si svuota e l’addome si riempie di naturale forza interna, facendo si che i piedi si radichino al terreno come le radici di un albero e si crei connessione tra il busto e le gambe.

 

Rilassa la vita facendo affondare il Qi nel Tan Tian.
Il Terzo Principio ci fa portare l’attenzione al bacino. Il Bacino è per l’essere umano il “giunto cardanico” che permette tutti i movimenti del corpo (tronco ed arti inferiori); una zona quindi di estrema importanza per il corpo umano. Nel Tai Chi Chuan questa zona acquista un valore aggiunto, essendo sede del Tan Tian (Campo di Cinabro – sede dell’Energia Vitale). Rilassare la vita, significa ammorbidire la zona del bacino, rendendola accogliente al recepimento del Qi (Energia Vitale Interna). Rilassare Bacino ed inguini favorisce l’apertura articolare delle Anche promuovendo l’alternanza di vuoto e pieno, facendo cosi acquistare alla gambe forza e vitalità.

 

Distingui il Vuoto dal Pieno.
Questo Principio ci riporta alla base teorica del Tai Chi Chuan: l’alternanza Yin-Yang. Pieno e Vuoto si riferiscono infatti a principi energetici, che nel corpo umano possono venire materializzati con il concetto del peso (non solo questo però; ricordiamo infatti che il principio di base è come solito energetico: avere il peso su una gamba significa avere lì l’energia. Posso avere il 70% del peso sulla gamba, ma il 100% dell’energia). La Gamba che sostiene il peso del corpo viene definita “Piena”, mentre l’altra “Vuota”. Lo stesso vale per le braccia: il braccio che emette energia (che spinge) è quello pieno, l’altro (che equilibria) è quello vuoto. Nel Tai Chi Chuan bisogna sempre distinguere tra il Pieno ed il Vuoto che alternativamente si presenteranno negli arti durante il movimento. Uno degli errori tipici è quello che il Maestro Cheng Man Ch’ing definiva appunto del “Doppio Peso“, avere cioè il Peso/Energia su due arti contemporaneamente. Distinguere il Vuoto dal Pieno ci permette di essere stabili e mantenere l’equilibrio, favorendo l’emissione energetica.

 

Abbassa le spalle facendo cadere i gomiti.
Il Quinto Principio ci esorta a mantenere le spalle basse e rilassate per far scendere il Qi nel Tan Tian. Avere le spalle rigide ed alte blocca il Qi nella parte superiore del corpo, creano una separazione strutturale tra alto e basso. La forza deve essere invece diretta alle mani (partendo dai piedi, attraversando le gambe e venendo governata dalla vita), attraverso la creazione di un Vettore Energetico Interno. Fare in modo che il Qi (Energia Vitale Interna) raggiunga l’estremità delle mani è propizio sia per la salute che per il combattimento. Portare le clavicole e le scapole verso il basso favorisce il rilassamento delle spalle, che avrà come consequenza quella di far “cadere” i gomiti verso il basso. L’idea mentale è quella di avere i gomiti pesanti e le mani leggere, affinchè il movimento e la sua applicazione sia morbido ed armonioso ma al contempo energetico e stabile.

 

Usa l’intenzione (mentale) e non la forza (muscolare).
Questo Principio è forse uno dei più difficili da comprendere perchè si scontra con il senso comune di espressione di forza. Nel Tai Chi Chuan la “Forza” deve essere espressione di una forma di energia interna e non muscolare. Nella Tradizione del Tai Chi Chuan si distingue tra Forza Muscolare Esterna, detta “Li” e Forza Tendinea Interna, conosciuta come” Jing”. Nella pratica del Tai Chi si enfatizza il rilassamento, proprio per abbandonare l’idea di forza muscolare. La forza muscolare infatti è considerata una forma degradata di energia ed espressamente debole, collegata con la rigidità e la leggerezza o “galleggiamento”. La forza più evoluta, sana e potente è invece quella espressa dal Jing, ovvero energia interna tendinea. Questo tipo di forza nasce dal rilassamento come consequenza di una coerenza corporale che coinvolge sia il fisico che la mente: l’assenza di tensione permette alla muscolatura interna (che tiene gli organi al proprio posto) ai tendini ed ai meridiani miofasciali di esprimere una forza elastica di emissione in grado di sprigionare notevole potenza. Il tutto ovviamente viene attivato da una intenzione mentale cosciente, che il presente Principio di Yang Chen Fu ci esorta a ricercare e praticare.

 

Collega l’alto con il basso.
Questo settimo Principio è stato egregiamente espresso nei Testi Classici Antichi, in cui si legge: “Il Qi viene generato dai piedi, trasmesso attraverso le gambe, diretto dalla vita, sale lungo la colonna ed infine emesso dalle mani“. Il Concetto di collegare l’alto con il basso, ovvero la parte superiore con la parte inferiore del corpo, si riferisce proprio a questo. L’idea fondamentale del Tai Chi Chuan è l’integrità strutturale e la coerenza corporale, bisogna quindi fare in modo che il corpo si muova sempre come un tutto organico, in cui il movimento delle mani e degli arti superiori viene generato dalle gambe, creando un armonica sincronia. Questo Principio ci ricorda quindi di armonizzare le braccia ed il movimento del tronco con il movimento di gambe e vita, creando però più di una semplice coordinazione, bensì una vera e propria connessione interna in cui il movimento di “Uno” rappresenta il movimento del “Tutto”.

 

Armonizza interno ed esterno.
L’ottavo Principio ha un duplice significato: spirituale e fisico. Interno ed Esterno vengono indicati nella pratica con i termini cinesi Kai ed He, che significano letteralmente Aprire e Chiudere. Armonizzare l’interno con l’esterno signifca appunto creare una connessione dinamica tra le articolazioni e giunture del corpo, facendo in modo che i movimenti di espansione ed apertura vengano fatti seguire da un corrispondente movimento di chiusura e contrazione. Soltanto il giusto movimento articolare interno porta ad un equilibrato movimento esterno. Inoltre il movimento esteriore del corpo deve essere attivato da un movimento energetico interno. La Mente (in Oriente associata all’energia del Cuore) deve aprirsi, espandersi, facendo in modo che il movimento possa essere riempito dallo Spirito; allo stesso modo la fase di chiusura deve riportare lo Spirito internamente, focalizzando la Mente.

 

Pratica con continuità senza interruzione.
Questo penultimo Principio non esorta soltanto ad una pratica continua e duratura, bensì ad un fluire costante del movimento. La pratica del Tai Chi Chuan a differenza di altre Arti Marziali si caratterizza nell’espressione della Forza. In alcuni Stili e Metodi di combattimento la forza ha un inizio ed una fine, nel Tai Chi la forza sarà ciclica e continua; l’energia infatti non ha condizioni di stasi o di interruzione (qualunque sia il concetto energetico; anche secondo la visione materialistica Occidentale. Lo stesso Einstein disse: “l’energia non si crea ne si distrugge…si trasforma“). Basandosi su questo principio il Tai Chi Chuan si muove con continuità e senza interruzione, passando da un movimento all’altro in una continua trasformazione; favorendo una apertura mentale rivolta al cambiamento che si ripercuote a livello fisico nella capacità di adattamento che si deve manifestare nel combattimento. Nei testi antichi era infatti scritto: “..Come un Fiume che fluisce senza interruzioni“.

 

Trova la quite nel movimento.
L’ultimo Principio del Maestro Yang Chen Fu esorta all’idea dell’acqua e della sua energia. L’acqua è infatti un elemento senza forma ed estremamente adattabile, ma allo stesso tempo, in determinate condizioni, è in grado di esprimere una potenza distruttiva. La Quiete nel Movimento significa trovare la stabilità dell’acqua; il movimento deve essere continuo e cosciente, senza però trasformarsi in eccessi energetici od emozionali. Deve sempre essere mantenuto un atteggiamento ed un attitudine interna di quiete e tranquillità, facendo si che ogni nostra onda energetica possa essere vissuta appieno ed in piena consapevolezza. La pratica inoltre deve essere eseguita senza sforzo ed in una condizione di apertura, altrimenti il Qi (Energia Vitale Interna) non si espanderebbe e lo Spirito non si evolve. Il Maestro Cheng Man Ch’ing faceva spesso sedere i propri allievi, per farli recupare, quando li vedeva sudati o particolarmente affaticati.

 

 

“Salendo una scala bisogna far attenzione a ogni singolo piolo,
senza saltarne nemmeno uno, così sì è consapevoli della salita
e non si avranno mai dubbi nel percorrerla.”

Cit.

 

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